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Bordeaux. L’Aristocrazia del Vino

“Le distese di vigneti a perdita d’occhio, l’oceano, i castelli che si dedicano alla produzione di vino, i borghi medievali tra le vigne. Nei dintorni di Bordeaux la natura e la mano dell’uomo si fondono in perfetta armonia e si rivelano in un paesaggio magnifico dove colori, profumi e sapori si mescolano per dare vita a vini eccezionali.”

Una grande area nella Francia centrale che dalla città di Bordeaux si sviluppa verso est fino all’Oceano; 110.000 ettari vitati che possono essere suddivisi in tre macro aree: la Rive Gauche, alla sinistra orografica della Gironda, la Rive Droite, alla destra della Dordogna e Entre-Deux-Mers che rappresenta la parte tra i due fiumi prima che confluiscano nella Gironda:

-nella Rive Gauche i terreni pietrosi fungono da accumulatori di calore per effetto del calore del sole; qui il vitigno coltivato in prevalenza è il cabernet sauvignon. A nord-ovest di Bordeaux si trova la zona più importante di tutto il bordolese, la Médoc, un susseguirsi di vigne a perdita d’occhio su cui si stagliano pittoreschi châteaux, custodi dei prestigiosi vini rossi “Premiers Crus Classés”: Château Lafite-Rothschild, Latour, Mouton-Rothschild (Pauillac), e Château Margaux. (Nota: il premier cru classé Château Haut-Brion ad eccezione degli altri non proviene dal Médoc ma dalle Graves a sud di Bordeaux)

-nella Rive Droite i suoli argilloso-calcarei con pochi ciottoli sono la dimora ottimale per il merlot, vitigno maggiormente coltivato nell’area. Qui, tra le colline, sorgono le zone di Pomerol ed il suggestivo borgo medievale di Saint-Émilion. I famosi Châteaux Cheval BlancPétrus sono proprio di queste parti.

-i terreni più umidi sono la caratteristica di Entre-Deux-Mers dove i vitigni a bacca bianca sono i più impiantati.

(Una parentesi tra i grandi rossi va debitamente aperta per l’area vinicola delle Graves, dove Sauternes e Barsac sono considerati in tutto il mondo i migliori produttori di vini bianchi passiti dolci ottenuti grazie al contributo qualitativo della botrytis cinerea sui vigneti di sémillon, muscadelle e sauvignon blanc, che in ottimali condizioni meteorologiche sviluppa la pourriture noble (la muffa nobile) che conferisce al vino quel gusto avvolgente, soave ed unico al mondo. All’apice dei migliori Sauternes domina il celebre Château d’Yquem.)

In Bordeaux gli Châteaux rivestono un ruolo centrale: sono il nucleo vitale del vigneto e della proprietà. Non sempre uno Château nel vero senso della parola, ma sicuramente porzioni di territorio che vedono al loro centro una costruzione in muratura e tutt’attorno i vigneti.

Ed ognuno ha la propria identità e le proprie caratteristiche personali, uniche e distintive.

Ad esempio, nel caso della Médoc i vini della microzona di Margaux rivelano grande eleganza mentre in quelli di Pauillac prevale la potenza, quelli di St. Julien ricordano la raffinatezza dei Margaux mentre i Saint-Estèphe siano più facilmente riconducibili ai Pauillac.


Numerosi i fattori del successo del Bordeaux a livello mondiale: la tecnica dell’assemblaggio e l’azione dell’uomo, la spasmodica ricerca della qualità e la forza della comunicazione chiara e semplice.

La chiarezza del messaggio con la classificazione dei Cru che identifica i migliori produttori, creata su richiesta di Napoleone III, nel 1855 sulla base della reputazione degli Château e sul costo di produzione del vino, è ancora applicata e da tutti riconosciuta come, forse perfettibile, scala della qualità. Qualità che ogni produttore ricerca, ambizione dei secondi ad essere primi e tenacia dei primi a non farsi raggiungere da chi segue.

La presenza dell’uomo e la sua azione sono il pilastro fondamentale della viticultura in Bordeaux. È l’uomo che sceglie gli assemblaggi tra i differenti vitigni presenti: merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc e petit verdot; ognuno che si esprime con le sue caratteristiche nella diversità dei terreni e nella molteplicità degli stili.

Il vino di Bordeaux è un vino di assemblaggio: il famoso “taglio bordolese”, ovvero un bouquet in percentuali diverse dei vitigni tipici della regione in cui prevalgono cabernet sauvignon e merlot.

Merlot, che necessita di suoli freschi, è un vitigno precoce, dona morbidezza e rotondità al vino. Media acidità e tannicità.

Cabernet Sauvignon, più tardivo rispetto al merlot, si mostra più tannico e acido. Le note mentolate, di pepe e di foglia di pomodoro sono maggiormente avvertibili se vendemmiato precocemente. Predilige i suoli pietrosi che, riscaldati dai raggi del sole, trasferiscono alla pianta il calore accumulato. Apporta finezza al vino.

Cabernet Franc, “complementare” alle due varietà precedenti, dona freschezza e finezza con piacevoli note mentolate. Di buona tannicità è ricco di pirazine responsabili degli aromi fortemente vegetali come quelli del peperone verde o dell’asparago.

Petit Verdot, carico di colore, apporta struttura al vino, grazie ai suoi numerosi tannini. Di grande acidità, è poco espressivo negli aromi.

In questo dedalo di variabili, Le distese di vigneti a perdita d’occhio, l’oceano, i castelli che si dedicano alla produzione di vino, i borghi medievali. Nel territorio di Bordeaux la natura e la mano dell’uomo si fondono in perfetta armonia e si rivelano in un paesaggio magnifico dove colori, profumi e sapori si mescolano per dare vita a vini eccezionali.

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